La Sclerosi Laterale Amiotrofica (SLA)
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Introduzione
la Sclerosi Laterale Amiotrofica (SLA), meglio definibile come malattia dei motoneuroni,
usualmente attiva nelle aree cerebrali del corticale motorio, tronco encefalico
(specie bulbo) e spinale, comprende una serie di patologie che si manifestano clinicamente
con un deficit progressivo di capacità motoria in aree del corpo differenziate a
seconda del punto di attacco.
Eziologia
E’ una malattia relativamente rara tipicamente di tipo sporadico, con una piccola
percentuale di casi a base genetica. L’eziologia della Sclerosi Laterale Amiotrofica,
come nelle altre malattie neurodegenerative, è dichiarata sconosciuta dalla scienza medica
ufficiale. La progressione della degenerazione dei motoneuroni interessati varia da soggetto a soggetto, ma è comunque piuttosto rapida, dell’ordine di qualche anno.
Una ampia trattazione della Sclerosi Laterale Amiotrofica (SLA) può essere trovata sulla letteratura internazionale,
sui testi specializzati[1]e sui siti gestiti dalle associazioni correlate alla Sclerosi Laterale Amiotrofica[2]
Impiego della Metodica Bio-Explorer per l’ausilio alla diagnosi e terapia della Sclerosi Laterale Amiotrofica
- Premessa
La estrema sensibilità del Bio-Explorer nell’individuare molecole espresse libere
nell’area esaminata, consente di ricavare un pattern molto ben definito dei processi
biochimici attivi suddivisi per tipologia.
Saremo pertanto in
grado di osservare meccanismi ossidativi, nitrosilanti, glicosilanti, infiammatori,
eccitatori, inibitori, etc. attivati, anche molto prima di osservare segni clinici
sulla persona esaminata.
Questa prestazione apre le porte ad una diagnosi ultra-precoce,
indispensabile se si vuole intervenire quando la percentuale di danni ai motoneuroni
interessati è minima.
In base alle procedure diagnostiche attualmente in uso, la
Sclerosi Laterale Amiotrofica viene riconosciuta con una perdita già intervenuta di motoneuroni
di oltre il 60%.
Deve ora essere compreso un fatto basilare tipico delle patologie neurodegenerative a medio o lungo decorso: i processi ossidativi (e non solo) attivi
fino al momento della terapia, danneggiano il DNA mitocondriale (mtDNA), portando
ad una progressiva perdita di mitocondri che si estrinseca in tempi relativamente
lunghi.
La conseguente riduzione nella produzione di ATP, porta
ad un proporzionato abbassamento della soglia di eccitotossicità neuronale, innescabile
quindi con livelli di accumulo di glutammato che superano anche di poco i limiti
fisiologici.
La conseguenza di questo meccanismo è la difficoltà di valutazione
dell’efficacia dei farmaci in via ordinaria, in quanto clinicamente si constata
una peggioramento delle condizioni del paziente, nonostante l’efficacia della terapia.
La conseguenza di tutto questo è duplice: primo, è necessario effettuare la diagnosi
con precisione il prima possibile dopo l’evento scatenante, per ridurre al minimo
i danni in ambito neuronale, secondo, in base ai processi biochimici riscontrati
attivi, intervenire immediatamente con sostanze antagoniste la cui efficacia è controllabile
dal Bio-Explorer prima della somministrazione al paziente, prescindendo dal successivo
probabile peggioramento dei sintomi riscontrabile.
Un ulteriore
punto resta la disattivazione dei neuroni che restano colpiti dalla somatizzazione
del trauma psichico che ha scatenato la Sclerosi Laterale Amiotrofica, come meglio descritto al punto
seguente.
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