Come riconoscere la Sclerosi Laterale Amiotrofica in base ai markers molecolari espressi
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Come riconoscere la Sclerosi Laterale Amiotrofica in base ai markers molecolari espressi
La prima indagine da eseguire riguarda la presenza di neurotrasmettitori e neuropeptidi
espressi in modo continuo al di sopra del livello di regolazione omeostatica a causa
della somatizzazione del truma. Tronco encefalico sx e dx (omolaterali); midollo spinale sx e dx (omolaterali). I nuclei
della base tipicamente non sono coinvolti.
Nella Sclerosi Laterale Amiotrofica (SLA) troveremo dopamina (quasi sempre) espressa nel corticale motorio e nel
tronco encefalico sul singolo emilato o bilateralmente. Nelle forme avanzate anche
il midollo spinale potrà essere interessato. Altri neurotrasmettitori
possibili sono la noradrenalina, l’acetilcolina, il cortisolo, il CRF, il GABA,
la glicina (specie nel tronco encefalico e spina). Gli ultimi due per contrastare
i neurotrasmettitori eccitatori. La presenza di CRF e cortisolo indica il livello
di stress più o meno avanzato in fase di resistenza. La presenza di queste sostanze
libere al di sopra del livello di regolazione omeostatica, è
dovuta ad un eccesso di produzione e/o rilascio, nonché al blocco dei transporter
di re-uptake, per danneggiamento delle proteine interessate da parte di aldeidi
formate da perossidazione dei lipidi delle membrane.
Dal punto di vista delle catene biochimiche rilevabili, l’espressione continua di
dopamina ed altre catecolamine, porta alla formazione di derivati quali il dopaminochrome,
potente generatore di ROS e di H2O2, con conseguente formazione
di radicali ossidrilici per reazione di Fenton dovuta a presenza di ferro libero.
Si innesca pertanto una catena ossidativa-nitrosilante che vede la formazione di
8-OHdG per ossidazione del DNA da parte di OH°, la formazione di di perossinitrito
(3-NT), la perossidazione dei lipidi di membrana, indicata da acido azelaico (AZA),
che porta alla produzione di numerose catene di aldeidi (4-HNE, MDA) che danneggiano
le proteine dell’area, fra le quali i transporters del glutammato e del glucosio,
con accumulo extracellulare, variazione del potenziale di membrana ed attivazione
del processo eccitotossico con conseguente morte del neurone.
La soglia di eccitossicità è funzione del livello di ATP prodotto, pertanto sarà
importante indagare la funzionalità mitocondriale indagando l’acido lattico libero
ed il fosforo rilasciato dalla reazione ATP -> ADP.
I processi infiammatori presenti sono rilevabili con diverse citochine quasi sempre
presenti: IL-1β, IL-6, IL-8, ma anche COX-2, PGE-2, etc.
Dal punto di vista proteico saranno rilevabili: α-Synuclein, T-protein, TGase nella
fase iniziale della patologia, omocisteina, etc.
Dal punto di vista della glicosilazione, in accordo con la letteratura, si rileva
un alto livello di 1-HL nel tronco encefalico e nella spina, pressocché assente
nel corticale motorio. Questo processo è caratteristico della Sclerosi Laterale Amiotrofica (SLA) di tipo degenerativo
classico.
Il meccanismo eccitotossico porta ad accumulo di glutammato che è ben rilevabile
nelle aree cerebrali colpite, con livello proporzionale alla gravità della situazione.
Tutte le molecole indicate, ampiamente descritte nella letteratura scientifica,
sono rilevabili dallo strumento. Il pattern molecolare che si ricava, unitamente
all’indagine clinica ed all’elettromiografia, permette di identificare con chiarezza
la malattia e le sue varianti nei dettagli.
Nelle forme pre-sintomatiche, il Bio-Explorer è di per se in grado di dare sufficienti
motivi di allarme e di suggerire un intervento celere per evitare l’avanzare della
Sclerosi Laterale Amiotrofica (SLA). Nella fase ultra-iniziale della patologia, riscontrata
più volte in screening di massa eseguiti su soggetti anziani asintomatici, sono
presenti solamente i neurotrasmettitori nelle aree di somatizzazione del trauma,
con assenza di altri markers di processi attivi. E’ questo il momento per intervenire
e rimuovere il trauma psichico, sbloccando la somatizzazione, prima che le catene
biochimiche inizino processi autosostenenti e divergenti con danni genetici non
reversibili.
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