Le basi dell'elettrodinamica quantistica in medicina (QED)
Energia e Materia
Per più di sessanta anni da quando Albert Abrams, medico americano, propose la
terapia dell’informazione biofisica (BIT), il mondo della medicina occidentale
ha continuato a fare riferimento alla fisica meccanica classica ed alla
causalità lineare di Newton e solo recentemente ha mostrato interesse per le
prospettive aperte dalla fisica quantistica, in particolare con i lavori di
Giuliano Preparata del Dip. di Fisica dell’Università di Milano, recentemente
scomparso, ed Emilio del Giudice, INFN di Milano, attinenti la teoria
dell’Elettrodinamica Quantistica (QED), che hanno portato ad una nuova visione
della materia condensata ed, in particolare, della materia vivente.
Le basi della QED sono state pubblicate da Preparata nel suo libro intitolato
“QED Coherence in Matter”, edito nel 1995 da World Scientific. Il
professore ha ripetutamente auspicato una più stretta collaborazione fra fisici
dedicati alla fisica quantistica e biologi-medici nella costruzione di un ponte
fra fisica, biologia e medicina che, muovendo dalle leggi generali della fisica
coerente, punti verso una nuova visione olistica della vita.
I punti da prendere
in maggior considerazione riguardano la nuova fisica dell’acqua, la coerenza
nelle cellule dei tessuti e l’interazione dei campi magnetici ultra-deboli con i
sistemi ionici delle cellule stesse, ma prima di esaminare i singoli aspetti
della problematica, lasciamo che il Prof. Preparata prima ed il Prof. Del
Giudice poi, introducano alcuni concetti fondamentali per una visione olistica
della realtà: la profondissima interrelazione tra ogni elemento fisico
(campo-particella) che costituisce la realtà creata.
L’Unità è costituita
da un numero pressoché infinito di campi-particelle che la coerenza
elettrodinamica (QED) concretizza sul piano fisico.
Giuliano Preparata scrive:
La Oneness (Unità): l’universo come campo quantistico unitario
La Oneness emerge dalla comprensione profonda del concetto di campo quantistico.
L'Universo è un unico campo. Il campo é la Oneness dell’Universo. La Oneness é
il trionfo dell'unità, é l'unità del mondo, è che il mondo é UNO e le particelle
e ogni fenomeno sono un aspetto di questa Oneness. In altre parole, il mondo é
uno, e tu lo parcellizzi con la tua scelta di osservarlo in una certa maniera.
L’osservatore non vede più tutto il mondo, ma vede un pezzo, ne taglia una
porzione e vede cosa succede in quel pezzo...ma ciò non significa che tu rompi o
disgreghi l’unità dell’Uno, l’origine é l’Uno e questa é la base del Tutto. La
materia e il campo sono gli stessi in tutto l’Universo... La coerenza é la
realizzazione piena e totale della Oneness. Secondo la teoria quantistica dei
campi avanzati, a cui siamo arrivati, c’è questo campo "Uno", nello
spazio-tempo, la Oneness. La coerenza nasce proprio dalla stessa struttura
concettuale di questi campi che poi, per miracolo, si realizza come fatto reale
della natura e quindi come generatore di fenomeni osservati. Quindi i campi
quantistici che descrivono la realtà fisica Una, lo fanno in questa forma
unitaria in cui pezzi diversi vengono correlati, in maniera ben definita e
coerente, con altri pezzi di spazio e di tempo. La coerenza é appunto questa
realizzazione della teoria quantistica dei campi, un "Avatar", inteso come
"incarnazione", matrice, epifania del divino.
La Oneness, attraverso la coerenza, avrebbe la possibilità di tenere insieme il
mondo, quindi da questo punto di vista, la coerenza é il punto forte...
La teoria della coerenza elettrodinamica quantistica ha a che fare con
l’interazione fra campi di materia e campi elettromagnetici all’unisono, su
certe frequenze portanti particolari, con certe relazioni di fase. La teoria
della coerenza elettrodinamica quantistica é una particolare realizzazione
dell’aspetto coerente della teoria quantistica dei campi a cui inizialmente
avevamo dato il nome di "superradianza", termine coniato da Robert H. Dicke,
fisico di Princeton che fu il primo a concepire questo comportamento coerente,
di oscillazioni in fase, fra sistemi atomici e campi elettromagnetici, che poi
ha portato al laser e ad altre scoperte. Di fatto, avrebbe dovuto chiamarla
iporadianza, perché a differenza di quello che succede al laser, che lavora
in uno stato eccitato, il campo elettromagnetico non viene proiettato al di
fuori del sistema, come un raggio laser che esce, ma rimane intrappolato nel
sistema atomico e ne garantisce un’evoluzione coerente. Per cui il campo
elettromagnetico coerente e interiorizzato é il collante dei sistemi, degli
individui atomici fra loro. La vita é quindi un delicato equilibrio tra
coerenza e non coerenza.
Emilio del Giudice scrive:
Il campo quantistico universale: la base fisica dell’unità
La teoria quantistica dei campi è la risposta più profonda finora storicamente
proposta al problema dell’"uno" e del "molteplice". L’Universo è descritto da un
insieme di campi quantistici, ognuno dei quali si estende indefinitamente nello
spazio e nel tempo. Mentre nella fisica classica il mondo fisico è concepito
come un aggregato di oggetti, ognuno localizzato nello spazio e nel tempo,
nella fisica quantistica ogni elemento fondamentale della realtà è coesteso con
l’intero universo e possiede una Oneness intrinseca che si manifesta tipicamente
nell’aspetto ondulatorio del campo
.
Il campo quantistico ha infatti una duplice caratterizzazione; è un insieme di
quanti, di granuli che forniscono l’"intensità" del campo, ma è anche governato
da una "fase" (che, rozzamente, definisce il modo di oscillare del campo) che
emerge spontaneamente dalla dinamica globale dell’insieme dei quanti.
Il numero preciso dei quanti e la fase non possono essere simultaneamente
definiti (questa "indeterminazione", scoperta da Heisenberg, è la proprietà più
peculiare della teoria quantistica), per cui la enucleazione di un numero ben
definito di quanti (punto di vista atomistico-locale) distrugge la possibilità
di definire una "fase" e con essa distrugge la connessione cosmica. Il punto di
vista locale e quello globale sono perciò aspetti complementari nell’ambito
della teoria quantistica dei campi. L’universo, profondamente uno, può anche
essere visto, in un limite, come insieme di realtà individuali separate.
Coerenza elettrodinamica: il "dialogo sottile" come principio fisico della co-evoluzione
Gli stati fisici più vicini all’esistenza della Oneness sono gli stati coerenti
in cui un insieme indefinito di "particelle" è descritto da una fase ben
definita nello spazio e nel tempo, che assicura un comportamento correlato e
cooperativo (di qui il nome coerenza) di tutti i componenti che, nel processo,
perdono la loro natura di individui separati. La coerenza è perciò quella
realizzazione della teoria quantistica dei campi che privilegia gli aspetti
unitari, è una materializzazione della Oneness.
La proprietà della coerenza elettrodinamica è stata dapprima studiata nel campo
di quelle interazioni tra atomi e campo elettromagnetico che rendono possibile
la realizzazione del laser; la "superradianza", cioè la produzione di un campo
elettromagnetico eccezionalmente intenso e concentrato su un numero ristretto di
modi di oscillazione, è una manifestazione della coerenza. Un altro aspetto è
quello alla base della condensazione della materia nei liquidi e nei solidi a
partire dai gas; in questo caso il nome dovrebbe essere "subradianza" poiché
il campo elettromagnetico, invece di essere proiettato all’esterno è tenuto
all’interno di reazioni - i "domini di coerenza" - in cui gli atomi si muovono
collettivamente, governati da una "fase" da essi stessi generata; esempio di
autoregolazione nella natura, in contrasto con l’intervento "dall’esterno"
tipico della mentalità della fisica classica. Inoltre questi "domini di
coerenza" non vanno visti come "monadi" nell’universo, essi hanno porte e
finestre.
Il campo informativo del potenziale vettore
Il campo elettromagnetico intrappolato ha con sé un compagno inseparabile, il
"potenziale vettore", quantità totalmente non misurabile nell’ambito della
fisica classica, ma che, nella teoria quantistica dei campi, influenza la fase
di un sistema coerente. Il potenziale vettore, a differenza del campo, non è
intrappolato, esso si estende ad una ampia regione circostante, senza
trasportare energia, ma solo informazioni, ed esercitando una sua
"influenza sottile", potremmo dire informatica, modificando la fase dei sistemi
coerenti presenti.
Tra i vari sistemi coerenti si apre perciò la possibilità di un "dialogo
sottile", una comunicazione senza scambio di energia, che coinvolge solo le
fasi, che sfugge perciò ad ogni misura di tipo parcellare e può essere percepita
solo da chi si pone in un ambito ondulatorio.
Accanto all’ordine della coerenza si pone il disordine del mondo gassoso, degli
atomi isolati, localizzati "qui ed ora", sottoposti al regime della collisione,
della fluttuazione termica e, nel loro insieme, portatori di una temperatura e
di una entropia.
La materia vivente è una sintesi tra coerenza e non coerenza. Negli interstizi
dei domini di coerenza dell’acqua, le molecole disciolte, inizialmente non
coerenti, si muovono seguendo il richiamo selettivo, secondo un codice di
risonanza tra frequenze, dei domini di coerenza, fino a costruire membrane
dotate di loro propria coerenza e perciò capaci di attirare, secondo le stesse
leggi, altre molecole che con le loro interazioni chimiche mutano la natura dei
protagonisti e, attraverso la proprietà generale della coerenza, le fasi e i
modi di oscillazione dei campi coinvolti. L’"influenza sottile" del potenziale
vettore si incarica poi di correlare tra loro tutte queste strutture coerenti
nell’unità del vivente.
Nell'acqua liquida semplice, la frequenza oscillatoria del campo responsabile
della coesione delle molecole è una sola; quando abbiamo a che fare con più
sistemi, ognuno con la sua frequenza, tenendo presente anche che cambiano nel
tempo, cominciamo ad avere un insieme di "note" che variano nel tempo e non sono
più singole, ma accordi, voci, messaggi. Sembra l'archetipo della vita: da un
insieme slegato di oggetti individuali, a un oggetto che è un "tutto". Questa
può essere una delle strade per capire l’emergere della coscienza dalla materia.
La nuova fisica dell’acqua
Nella QED Coerente (CQED), l’acqua non è più il sistema semplice, le cui
interazioni di corto raggio, sebbene estremamente ed inesplicabilmente
complesse, non sono in grado di promuoverla come protagonista delle vicende
della vita. Le interazioni della CQED sono invece in grado di dimostrare
che l’acqua si organizza in Domini Coerenti (CD)[1]
della dimensione di decine di micron nei quali milioni di molecole oscillano in
fase col campo elettromagnetico coerente.
Questi CD, come isole nel mare, sono circondati da interstizi di dimensioni
crescenti con la temperatura, di liquido incoerente, con le caratteristiche
dell’attuale modello dell’acqua. La densità del campo elettromagnetico
dipende dalla sua lunghezza d’onda e la protezione della fase coerente delle
molecole è data da una sorta di guscio di legami idrogeno che consentono
all’entropia di essere zero all’interno del dominio.
Queste due forme di acqua, la cui evidenza sperimentale è impressionante, hanno
ruoli e caratteristiche differenti e complementari.
La parte coerente, altamente strutturata in forma tetraedrica, che simula il
così chiamato legame idrogeno, genera strutture magnetiche capaci in principio
di interagire con segnali elettromagnetici deboli ed immagazzinare le
informazioni che trasportano.
L’intervallo di temperature in cui i sistemi biologici possono vivere, sembra
essere quello in cui la dimensione degli interstizi è ancora abbastanza piccola
da consentire l’accordo di fase fra i vari domini di coerenza, ma anche
sufficientemente grande per consentire l’ingresso delle macromolecole. Se
una specie molecolare ha una frequenza del campo prossima a quella del dominio
di coerenza, interagirà infatti in modo potente col dominio stesso.[2]
Nella parte incoerente dell’acqua, che caratterizza la sua plasticità, si
trascina il sistema di ioni, studiato per i suoi aspetti di coerenza dallo
stesso Preparata in collaborazione con Del Giudice e Fleischmann[3].
L’importanza degli ioni nel sistema energetico cellulare è universalmente
riconosciuto e la nuova fisica dell’acqua getta finalmente luce sulla loro
formazione e dinamica.
La coerenza nei tessuti cellulari
Le leggi della CQED hanno importanti conseguenze nella biologia molecolare e
nella medicina: essa rappresenta infatti, per quanto concerne l’interazione
intercellulare, un buon modello per un tessuto, poiché i CD possono essere
rappresentati da sferule con dimensioni comparabili a quelle di una cellula di
medie dimensioni ed in tal modo l’esistenza di un tessuto ordinato dipende da
attrazioni interattive il cui meccanismo è, probabilmente, quello delle sferule.
Il conseguente guadagno di energia tende ad escludere ogni sferula estranea la
cui frequenza di oscillazione sia diversa da quella delle cellule del tessuto,
sempre che esso sia maggiore del guadagno energetico che la cellula intrusa
possa realizzare interagendo con le sue vicine.2
L’elemento di maggiore interesse in ambito cellulare è il DNA. Un gruppo
di ricercatori facenti riferimento a F. A. Popp, fisico austriaco, nel 1981
dimostrò l’origine di una radiazione cellulare ultradebole dal DNA cellulare
(biofotoni), mediante un colorante (bromuro di etidio) che ha la proprietà di
provocare lo rotolamento della spirale dell’acido disossiribonucleico, ed il suo
successivo riarrotolamento in senso inverso. Il massimo di emissione della
radiazione EM si ottiene in coincidenza col massimo srotolamento.
[4]
Il DNA non si comporta quindi solamente come gestore programmato delle attività
cellulari, ma anche come emettitore elettromagnetico per il controllo dei
processi cellulari attraverso continui accoppiamenti reattivi.[5]
Si può ipotizzare che i biofotoni agiscano mediante tutte le emissioni
elettromagnetiche del DNA, distribuite in vari intervalli dello spettro
elettromagnetico: frequenze audio e sub-audio per attività di traslocazione e
rotazione, dal sub-ultravioletto ed infrarosso, per gli stati oscillatori,
frequenze nel visibile ed ultraviolette per l’attivazione degli stati
elettronici. Da quanto detto si evince che il DNA non è soltanto il
depositario di un codice genetico che gestisce la sequenza degli aminoacidi
nelle proteine, ma agisce anche come supervisore attivo per via elettromagnetica
di tutti i processi cellulari.
I campi magnetici extra-deboli interagiscono col sistema ionico delle cellule
Qualora una molecola oscilli con una frequenza prossima a quella del campo del
dominio di coerenza, si ottiene una potente interazione col dominio stesso.
Se esaminiamo la costituzione delle proteine, constatiamo che solo venti
aminoacidi sono ammessi nella loro costruzione, con ogni probabilità solamente
quelli capaci di risuonare coi domini di frequenza tipici della materia vivente.
Piuttosto che esaminare l’intensità dei campi che interagiscono con le molecole,
come parametro qualificante dei cambiamenti cellulari, è di maggior interesse
considerare il fenomeno della “frequenza di ciclotrone” degli ioni situati in
prossimità delle membrane cellulari.
La risonanza di ciclotrone, IPR, avviene quando una radiazione elettromagnetica
di ben definita frequenza, è assorbita dagli elettroni più esterni di atomi di
solidi non metallici, sottoposti ad un campo magnetico parallelo al campo
magnetico variabile. In queste condizioni gli ioni sono costretti a
ruotare come trottole intorno alla direzione del campo statico, con raggio di
rotazione e velocità proporzionali al campo della radiazione e. m. incidente.
Giuliano Preparata, Emilio del Giudice e Getullio Talpo, hanno dimostrato in un
lavoro teorico svolto in cooperazione[6],
che gli ioni dissolti in uno strato di confine separante le membrane ed i domini
coerenti dell’acqua, hanno una temperatura efficace pari a zero, poiché sono in
uno stato coerente e si muovono in un mezzo, lo strato di confine del dominio di
coerenza dell’acqua, il cui spessore è di circa 80 Angstrom, in cui le perdite
per attrito scompaiono. In tal modo, gli ioni confinati in questo spazio sono
liberi di muoversi in assenza di attrito.
Questo fenomeno illustrato è di notevole importanza per la biologia e la
medicina, in quanto chiarisce l’influenza dei campi magnetici sulla cinetica
degli ioni e delle strutture organiche polari attraverso le membrane cellulari
e, in altre parole, nel loro ruolo nell’attacco e conservazione dell’omeostasi e
dei ritmi Circadiani. Gli organismi viventi sono infatti immersi nei
campi magnetici terrestri statici, che variano con le ore del giorno e con le
stagioni ed hanno intensità e frequenze inclusi nella giusta dinamica per
produrre movimenti di ciclotrone di ioni attraverso le membrane. A tutto
questo dobbiamo aggiungere i campi magnetici alternati prodotti dagli “Schuman
modes” nello spazio racchiuso dalla ionosfera, nonché quelli generati dai venti
solari agenti sulla magnetosfera, la cui frequenza ed intensità variano durante
il giorno, le stagioni e le fasi lunari.
I fenomeni riportati accadono alle frequenze di ciclotrone per molti ioni e
strutture organiche polari presenti in materie liquide e sono quindi
fondamentali per determinare l’equilibrio fisiologico.
Gli stessi campi magnetici prodotti dal sistema nervoso umano, sono ben più che
non banale “rumore di fondo” dell’attività bioelettrica, ma potrebbero possedere
una specifica funzione organica.[7]
Possiamo dire per concludere, che la materia vivente non può essere ridotta
solamente alle proprie componenti molecolari, ma deve essere concepita come
molecole oscillanti in sintonia con un campo elettromagnetico confinato
all’interno di un dominio di coerenza la cui dimensione è inversamente
proporzionale al salto energetico realizzato dalle molecole oscillanti.
Il campo elettromagnetico che può essere trasmesso da domini di coerenza della
dimensione di centinaia di Angstrom, permette di trasmettere un messaggio
(elettromagnetico) proveniente dalle molecole, che consente loro una reciproca
attrazione di lungo raggio, purché lo spettro dell’emissione sia identico,
escludendo in tal modo eventi sporadici indesiderati. Il campo emesso da
più molecole co-risonanti sarà caratterizzato da frequenze che co-risoneranno
con le altre molecole adiacenti, poi con raggruppamenti delle stesse, che
interverranno nel processo biochimico e così di seguito. Il fatto che
piccole modificazioni della struttura molecolare portino ad un cambiamento dello
spettro elettromagnetico emesso e quindi delle condizioni di risonanza, spiega
come anche minimi cambiamenti (aggiunta o perdita di atomi, sostituzione di
ioni, etc), modifichino radicalmente la funzionalità della molecola interessata.[8]
Le molecole d’acqua, nel corpo umano in proporzione enormemente superiore alle
molecole di altra natura, ad esempio le proteine, hanno dunque il compito di
trasmettere informazioni al “territorio” circostante e, probabilmente, anche
amplificarle.
Di particolare interesse nei sistemi cellulari, lo studio dei meccanismi che
consentono a segnali piccolissimi di condizionare grossi raggruppamenti
cellulari mediante meccanismi amplificanti lo stimolo in modi diversi.
Nel caso più semplice, il recettore attivato da una molecola o segnale di
adeguato spettro, trasmette lo stimolo ad una cascata di altre molecole intra ed
extra cellulari, moltiplicando e propagando lo stimolo iniziale.[9]
Una diversa soluzione è costituita dalla “risonanza stocastica” che riduce la
soglia di sensibilità per mezzo del rumore di fondo sovrapposto al segnale. In
altri termini, un segnale debole stimolante sul quale è sovrapposto un rumore,
provoca la commutazione
oscillatoria del sistema ricevente con la stessa frequenza dello stimolo debole,
ma con ampiezza notevolmente maggiore.
La risonanza stocastica è stata approfonditamente studiata in biologia e
neurologia con diverse sperimentazioni.[10][11][12][13][14]
Avendone già diffusamente parlato, è qui il caso di approfondire il concetto di
risonanza. Si tratta di un fenomeno ben conosciuto e studiato
dalla fisica classica in più branche, dall’acustica alla meccanica. Il
meccanismo di risonanza ci permette di innescare un treno di oscillazioni in uno
strumento dotato di proprie capacità oscillatorie, oppure esaltare un fenomeno
oscillatorio già in atto, stimolandolo con segnali della stessa frequenza.
La fase dell’onda incidente rispetto a quella dell’oscillazione in atto, ne
determinerà o l’esaltazione (fase coerente) od uno smorzamento (fase opposta).
Nel mondo biologico sottoposto a leggi di fisica quantistica, la risonanza porta
ad uno scambio di informazioni senza reale trasferimento energetico, secondo le
leggi già esposte, con conseguente modificazione dei parametri di regolazione
dell’area interessata.
Bellavite e Signorini[15]
propongono un parallelismo molto suggestivo ed efficace: nella lettura di un
testo nel quale sono espresse idee che colpiscono la nostra mente perché le
condividiamo pienamente, si crea una risonanza di pensiero fra scrittore e
lettore senza alcun passaggio di energia fra l’uno e l’altro.
Per riassumere:
Nel mondo della fisica quantistica, il “campo” è costituito da grandezze che non
sempre hanno valori ben definiti, ma delle quali non possiamo comunque indicarne
il valore contemporaneamente. Se infatti fissiamo l’intensità
(determinando il numero dei quanti), avremo un campo caratterizzato da
oscillazioni incoerenti: la luce;
definendo la fase, non potremo contare i quanti, ma le particelle
avranno oscillazioni perfettamente sincronizzate in fase ed
otterremo la materia. Queste due condizioni di una stessa realtà
(energetica e materiale), si scambiano informazioni mediante emissioni
elettromagnetiche. Lo scambio avviene in tutte le possibili direzioni,
fra elementi omogenei, siano essi raggruppamenti cellulari od organi, capaci
quindi di ricevere e decodificare il segnale trasmesso di bassissimo livello.
Abbiamo comunque a che fare con un sistema aperto mantenuto stabile da
molteplici processi di regolazione che generano un flusso continuo di segnali
e.m. attinenti tutte le attività cellulari, dall’afflusso di nutrienti
all’equilibrio antiossidanti-ossidanti, dalla produzione di ATP alla regolazione
del pH, etc.[16]
Punti di misura e fasci di trasporto magnetico
I meccanismi fin qui esposti, se impiegati in modo adeguato, si prestano in modo
straordinario all’attuazione di una metodica di diagnostica non invasiva che
sfrutti la reazione dell’organismo all’interazione fra lo spettro
elettromagnetico emesso da uno standard esterno di nota composizione,
(essenzialmente un metabolita di un processo caratteristico della patologia
sospetta), con l’area corporea interessata, nel caso specifico cerebrale o
spinale. La verifica della presenza di una serie di questi metaboliti e
la loro dislocazione fisica, ci permetterà di individuare i processi
degenerativi attivi e diagnosticare la malattia. Si tratta dunque di
simulare volta per volta la presenza di una determinata molecola nell’area da
testare mediante un campione esterno la cui emissione e.m. raggiunga la
predetta area e misurare poi il nuovo equilibrio raggiunto nel punto di
misura, come risultante dei nuovi valori di assestamento dell’omeostasi
in ciascun livello gerarchico.
Il punto di misura deve poter variare il proprio parametro caratteristico in
stretta correlazione con il nuovo livello di equilibrio raggiunto. Nel
caso specifico il parametro caratteristico variabile è costituito dalla corrente
emessa .
Il fenomeno di risonanza più sopra descritto, porterà ad un incremento del
parametro misurato se la molecola è presente, mentre l’assenza della molecola
nell’area controllata porterà ad una reazione neutra, se la molecola non porta
danni nella predetta area o un decremento del parametro di valutazione, se
invece la molecola di test viene vista come tossica.
Più in particolare possiamo dire che la variazione del parametro di valutazione
sarà, per il campo positivo, proporzionale alla quantità della stessa
molecola presente; per il campo negativo la reazione di tossicità avverrà
solamente se le “difese” locali non saranno in grado di annullare completamente
gli effetti della presenza simulata della specifica sostanza. Volendo
esemplificare, in carenza di difese antiossidanti, la simulazione della
presenza, per ipotesi, di perossinitrito, porterà ad un abbassamento del
parametro misurato tanto più marcato per quanto meno gli scavengers specifici
sono presenti.
Si tratta dunque a) di trasportare il campo e.m. emesso dallo standard
esterno fino all’area da valutare perché porti in coerenza i neuroni
interessati, b) individuare un parametro variabile in proporzione ai
meccanismi di cui sopra, per valutare nel modo più semplice possibile la
presenza delle molecole ricercate.
Per quanto concerne il punto a), la millenaria esperienza dei cinesi nello
studio dei punti singolari del corpo umano e della relativa rete di
interconnessione (meridiani), suggerisce la via per la soluzione del problema.
I “meridiani” da loro individuati, canali energetici espressi per lo più in
senso longitudinale nel corpo, trasportando il campo emesso dallo standard
esterno fino alla parte di organo interessata, permettono di avvicinare la
sorgente campione semplicemente in prossimità del punto terminale del fascio, di
norma il dito di una mano o piede, piuttosto che direttamente sull’area
interessata, rendendo molto più pratico e veloce il test.
Purtroppo soltanto una parte delle aree cerebrali e spinali colpite dalle
malattie neurodegenerative sono state studiate nel passato, pertanto un accurato
studio di uno dei coautori della presente ricerca (Dr. Caron), ha dovuto
supplire alla carenza esposta, individuando ex-novo i fasci di collegamento
della aree di maggiore ns. interesse con punti terminali periferici.
E’ noto che nel corpo umano esistono una grande quantità di punti singolari
della cute, circa 400 per l’Organizzazione Mondiale della Sanità (WHO), punti di
affioramento superficiale di 20 meridiani principali, oltre ad altri punti e
meridiani meno conosciuti.[17]
I punti sono caratterizzati da bassa resistività rispetto al resto della cute[18]
[19]
[20]
[21]
[22] dovuta ad un’alta densità di gap-junction, complessi proteici
esagonali che formano dei canali fra cellule adiacenti.[23]
[24]
[25]
[26] Sui punti è anche presente un potenziale di circa
30-50mV, che può però raggiungere anche i 350 mV. Tenendo conto della
resistenza interna del punto-generatore di corrente, definita intorno a 100
KOhm, si ottiene mediamente in soggetti sani una corrente di corto circuito pari
a 350 ±50 nA e massima di circa 3.500 nA. Il valore di corrente di corto
circuito fornibile dal punto di test varia proporzionalmente col livello di
regolazione omeostatica presente nell’organo o parte di esso, disposto lungo il
percorso del meridiano.
L’interazione con lo standard esterno, come sopra specificato, provocherà dunque
la variazione della corrente in questione che potrà pertanto essere impiegata
come parametro variabile, misurabile con adeguate tecniche.
La correlazione dei punti singolari di cui sopra, con ben definite aree del
corpo, è stata definita da studi effettuati dai cinesi nel 2-3.000 a.C. e
ripresi recentemente dal mondo scientifico occidentale che ha convalidato molti
di essi con tecniche di imaging (vedi più avanti) o con radioisotopi iniettati
nei punti anomali per poterne seguire il percorso.[27]
La rete di interconnessione dei predetti punti è costituita da un sistema
indipendente connesso tramite il sistema nervoso alla corteccia cerebrale.[28]
Recentemente è stato proposto un nuovo modello organizzativo per la correlazione
dei punti di agopuntura col cervello, nel quale si propone una connessione
diretta fra punto e corteccia cerebrale, con un successivo ritorno verso
l’organo controllato mediante messaggeri primari e secondari: ormoni,
neuropeptidi, citochine, ed altro.[29]
Questo lavoro, insieme ad altri similari,[30]
[31] impiega la fMRI per correlare il punto di misura impiegato con la
corrispondente area cerebrale. Una immagine di base dell’area cerebrale
interessata ottenuta col soggetto a riposo, viene sottratta ad una stessa
immagine ricavata durante la stimolazione del punto di agopuntura in test che si
presume correlato con l’area cerebrale studiata. Si ottiene in tal modo una
chiara indicazione dell’area cerebrale corrispondente, delineata da macchie ben
definite.
Un ulteriore contributo alla caratterizzazione dei canali energetici che
avvolgono il nostro corpo, è stato dato dalle misure effettuate con sistemi
SQUID (Superconducting Quantum Interference Devices). I rivelatori di
campo magnetico SQUID consentono
sensibilità massime di 10-14
Tesla, equivalenti a 10-10 Gauss, grazie all’impiego di
speciali leghe superconduttrici raffreddate in elio liquido a -273 °C. Il
limite di sensibilità di tali rivelatori è costituito dal rumore di fondo di
ciascun ambiente, il “Johnson noise”. Charles Shang della Boston School
of Medicine, mette in evidenza come la SQUID sia in grado non solo di mappare i
percorsi dei meridiani e dei principali punti di agopuntura sulla cute, ma anche
di differenziarne i valori di campo di alcuni di questi ultimi, al variare delle
condizioni del soggetto controllato, ad esempio il GV20. La correlazione fra
punti singolari della cute ed aree cerebrali corrispondenti sono state
effettuate anche da Yang per applicazioni odontoiatriche.[32]