Prestazioni e potenzialità della metodica diagnostica proposta
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Prestazioni e potenzialità della metodica diagnostica proposta
La metodica diagnostica proposta
è in grado di individuare la presenza di migliaia di molecole diverse fra loro,
in accordo con quanto specificato nel paragrafo precedente, nelle aree cerebrali
e spinali correlate con i punti di misura. I punti attualmente identificati consentono
l’esplorazione di dieci aree cerebrali e due spinali. Della moltitudine di molecole
potenzialmente presenti nel nostro organismo, alcune sono individuabili solo in
conseguenza di un determinato processo biochimico in atto. Se il processo riveste
caratteristiche di anormalità, i suoi cataboliti potranno fungere da marker del
processo stesso. Per quanto concerne la correlazione fra molecola identificata col
meccanismo di risonanza e la sua collocazione fisica, essa è definita dal potere
risolutivo del punto di indagine impiegato: la molecola identificata in un volume
(voxel) che sarà più o meno ampio, in funzione delle caratteristiche tipiche della
finestra stessa in accordo col percorso dello specifico meridiano, già descritti
in larga parte dai cinesi e validati con tecniche moderne (radioisotopi, scansori SQUID).[31][32]
In realtà vengono rilevate solamente le molecole libere, quindi non
legate a substrati, scavengers, transporters, etc. Questa prerogativa ci consente
di discriminare automaticamente tutte le sostanze presenti in via naturale e non
patologica all’interno dell’equilibrio omeostatico, evitando così di presentare
una enorme quantità di dati privi di significato diagnostico.
Le molecole markers
potranno essere dunque identificate, valutate per ampiezza e correlate con la posizione
fisica nel corpo, nei limiti di risoluzione spaziale della “finestra” di indagine
utilizzata. In altre parole, dal percorso del meridiano passante per l’area fisica
da osservare identificato dalla Biophysiscs Research, facente capo al punto terminale
di misura.
Controllando in rapida sequenza i marcatori di ciascuna molecola che
si vuole ricercare sul terminatore corrispondente all’area del corpo interessata,
si potrà valutare con immediatezza l’eventuale presenza e consistenza nella predetta
area di una o più delle molecole testate.
L’istogramma delle ampiezze relative di
ciascuna molecola controllata, per ciascuna area di interesse (tronco encefalico,
corticale frontale, sub-corticale, corticale motorio, temporale, corticale occipitale,
midollo spinale rispettivamente emilato sinistro e destro), fornirà il quadro della
situazione presente che potrà essere ricondotto con facilità ad una patologia nota,
esaminando la tipologia dei cataboliti presenti e la loro dislocazione fisica, compresa
un’eventuale lateralità.
Nelle immagini allegate è riportato un esempi
di rappresentazioni molecolari relative ad un paziente con Sclerosi
Laterale Amiotrofica (SLA), malattia dei motoneuroni I e II. Si noti il livello
di dopamina nella corteccia motoria, il marker di ossidazione del DNA (8-OHdG),
la formazione di perossinitrito (3-NT) che perossidando i lipidi di membrana
forma aldeidi (MDA, GTR) le quali a loro volta modificano diverse proteine fra
cui i transporters del glucosio e del glutammato (GLU), portando a necrosi il
neurone per l’accumulo di GLU
extracellulare. Quanto detto in perfetto accordo con la letteratura esistente
sul tema.
[33]
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