Il metodo BIO-Explorer basato sulla Quantum Electro Dynamics in Medicine (QED)
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Il metodo BIO-Explorer basato sulla Quantum Electro Dynamics in Medicine (QED)
Per la rivelazione delle molecole markers nelle
varie aree dell’organismo interessate ai processi neurodegenerativi, in
particolare aree cerebrale e spinale, si è utilizzata un’applicazione della
Quantum Electro Dynamics in medicina (QED)[24],
che prevede la misurazione delle emissioni di corrente
elettrica in determinati punti sensibili dell’organismo umano che si comportano
come “finestre” aperte sulle strutture biologiche da controllare, quando dette strutture
sono stimolate dai campi magnetici eccitatori emessi da molecole campioni esterne.
I meccanismi di base della Quantum Electro Dynamics (QED) sono illustrati nell’Allegato 1.
E’ ben noto che ogni sostanza è caratterizzata da
un suo proprio spettro elettromagnetico, composto dall’insieme delle singole
oscillazioni che lo costituiscono.[25]
Lo spettro di diverse sostanze, nonché enzimi, membrane cellulari, acidi nucleici, ecc., creano patterns
complessi di segnali elettromagnetici che avvolgono l’essere vivente, costituendo
una rete informativa di primaria importanza atta a controllare il metabolismo delle
singole cellule e degli organi.
Il livello di trasferimento delle informazioni entro
le cellule o fra cellule dipende dalla “coerenza” del segnale e dal grado di “risonanza”
con le cellule.
Ogni livello della gerarchia organizzativa
dell’organismo possiede uno spettro caratteristico di emissioni
elettromagnetiche endogene. Interazioni per risonanza di livello o
inter-livello, sono ovviamente necessarie per mantenere un regime omeostatico,
correlando fra loro i vari processi. Una perturbazione generata a qualsiasi
livello, provocherà quindi una ripercussione in tutti gli altri livelli a causa
delle interazioni fra gli spettri emessi e ricevuti.
Nel caso specifico della nostra metodica,
l’irradiazione elettromagnetica del marcatore esterno, potenziata con tecniche
di diluizione[26]
e dinamizzazione[27]
che ne esaltano la capacità informativa accostato al corpo del paziente,
creerà una perturbazione che sarà avvertita in tutti i livelli dell’organismo ed
evidenziata nelle “finestre” di osservazione” presso le quali le modificazioni
energetiche sono convertite in una esaltazione o riduzione della corrente
continua emessa.
Volendo approfondire, seppure di poco, secondo la
teoria della biologia molecolare classica il meccanismo interattivo fra sostanza
eccitatrice e recettore di membrana avviene per reazione diretta fra la molecola
eccitatrice ed il recettore. Studi recenti di diversi autori, fra i quali di
spicco J. Benveniste,[28]
Smith C.W.[29]
hanno dimostrato che i recettori sono sensibili anche a campi
elettromagnetici, in particolare alla componente magnetica del campo, per cui
l’eccitazione può essere trasmessa a distanza, senza alcuna reazione diretta. E’
altresì possibile che ci possa essere uno stadio intermedio nell’interazione,
nel quale lo spettro emesso dalla molecola eccitatrice porterebbe in coerenza il
dominio dell’acqua circostante il recettore che verrebbe poi eccitato da
quest’ultima[30].
Perché il meccanismo di risonanza si manifesti, è
peraltro necessario che gli spettri del segnale emesso e del recettore siano
identici. Questa prerogativa consente la discriminazione di un numero
elevatissimo di sostanze, purché sia disponibile un campione eccitatore
debitamente trattato quale emettitore di stimolo. A parità di intensità del
campo emesso dal campione esterno, la variazione di corrente sul punto di
controllo sarà proporzionata al prodotto del processo di risonanza, legato alla
quantità della sostanza endogena presente. Se il campione esterno emette su
uno spettro diverso da quello presente nel dominio dell’area da controllare, non
vi sarà alcuna reazione.
Considerando che la corrente emessa dai punti di
agopuntura impiegati quali finestra di osservazione in soggetti sani con
condizioni omeostatiche nominali, è di norma circa 350 nA, se lo spettro emesso
dal campione esterno interagisce con un dominio di coerenza avente lo stesso
spettro, la sinergia creata dalla risonanza provocherà una variazione delle
regolazioni omeostatiche con conseguente variazione proporzionata della
corrente. In casi estremi si possono raggiungere variazioni anche superiori a
3000 nA.
In altri termini, se la sostanza eccitatrice
esterna è presente nell’area controllata dalla “finestra” alla quale facciamo
riferimento con le misure, otterremo una variazione di corrente proporzionata
alla quantità di sostanza endogena espressa; se la sostanza endogena è assente,
potremo avere una reazione di tipo negativo (diminuizione di corrente), dovuto
all’effetto tossico del reattivo esterno, se l’equilibrio omeostatico è appena
stabile (debolezza del paziente), come di norma in un paziente con stato
generale compromesso.
Per il controllo delle aree del corpo
interessate, nel caso specifico cerebro-spinali, si fa riferimento al metodo di
misura di correnti originariamente studiato dal Dott. H. W. Schimmel e dall’Ing.
E. Rasche, alla metodica diagnostica ed ai punti di misura studiati dalla
Biophysics Research di Roma.
Lo strumento BIO-Explorer col quale si effettuano
le misure realizza un particolare nano-amperometro per corrente continua dotato
di pinza di massa e puntale di misura impieganti materiali atti a minimizzare la
creazione di forze elettro motrici al contatto con la pelle. Le misure sono accettate
solamente quando lo scostamento dei valori misurati in rapida successione scende
al di sotto di una soglia prestabilita, permettendo in tal modo una buona ripetitività
delle misure stesse, anche se protratte per tempi relativamente lunghi. Il controllo
della pressione esercitata sul punto di misura è effettuato mediante un sensore
di pressione in grado di risolvere un grammo. Se la pressione del probe esce dalla
fascia di tolleranza, la misura viene abortita, ma all’interno di detta fascia il
valore di corrente misurato è corretto matematicamente in funzione della pressione
esercitata. La ripetitività della misura è molto alta e resa scevra dalle due maggiori
fonti di errore: i potenziali di contatto e la pressione del probe.
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