Demenza di origine vascolare - VD

Demenza di origine vascolare - VD


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DEMENZA DI ORIGINE VASCOLARE - VD

La demenza associata a Malattia cerebrovascolare (VD) secondo gli studi epidemiologici aumenta percentualmente con l’età, passando dall'1,5% fra 75 e 79 anni a oltre il 16% dopo gli 80 anni. In uno studio italiano, la demenza vascolare sembra più prevalente dell'Alzheimer nei soggetti di 70 anni e oltre. Nella esperienza ricavata dai tests effettuati col BIO-EXPLORER su soggetti con problemi cognitivi, la prevalenza di demenza vascolare sulle forme degenerative è netta per le età indicate.

Le vie canoniche per una diagnosi di demenza vascolare, prevedono, oltre alle manifestazioni classiche della demenza, l’evidenza di una Malattia cerebrovascolare dimostrata dall'esame clinico e dalle immagini radiologiche cerebrali che soddisfino i requisiti minimi di manifestazione di lesioni ed una correlazione temporale coi disturbi, che possono comprendere anche manifestazioni di origine sottocorticale, quali un deficit nelle funzioni esecutive, cambiamenti nella personalità e nell’umore, etc.

I criteri di classificazione NINDS – AIREN includono anche i casi di lesioni cerebrali di origine ischemica od emorragica o secondarie ad arresto cardiocircolatorio. Nei primi due casi resta la difficoltà di determinare se il quadro osservato è direttamente responsabile della patologia, precedente o successivo e quanto e se realmente correlato col quadro patologico del momento.

Lesioni cerebrovascolari di varia tipologia ricavate dall’imaging possono essere ricondotte a demenze vascolari:

  • Demenza multi infartuale dovuta all’occlusione di vasi di grosso calibro in aree sia corticali che sottocorticali
  • Demenza da piccole lesioni ischemiche localizzate in aree corticali e sottocorticali funzionalmente importanti
  • Demenza da lesioni come sopra, ma localizzate nei piccoli vasi
  • Demenza secondaria ad emorragie di varia importanza.
  • Demenza secondaria ad arresto cardiaco, con danni ischemici localizzati od estesi.

In aggiunta alle procedure diagnostiche standard legate essenzialmente all’imaging (RMN, TAC, PET, SPECT, etc.), la nostra metodica diagnostica, avendo capacità di indagare i processi biochimici attivi nelle aree cerebrali, può dare un notevole contributo diagnostico relativamente all’espressione di molecole markers nelle aree cerebrali interessate, potendo così sia discriminare quanto in corso al momento del test dai danni pregressi rilevati dall’imaging, sia l’esatta definizione di quali processi siano attivi e la loro origine. Il pattern molecolare più volte riscontrato in simili situazioni, conferma quanto evidenziato in letteratura nelle indagini post-mortem ed elimina i dubbi oggi presenti circa gli eventi originari della Malattia in corso (emorragici, ischemici, degenerativi, misti). Sono presenti la proteina S-100, marker di ischemia, acido lattico (respirazione anaerobica), TXA-2 in caso emorragie a tutti i livelli, citochine di vario tipo, caspase 3 e caspase7, markers apoptotici, etc.

Esempi di istogrammi relativi a cognitivi di diversa eziologia, sono riportati in altra area del sito.

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